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Dist oppositivo prov

Page history last edited by gruppo8 9 years, 11 months ago

lL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

 

 

 

DESCRIZIONE DEL DISTURBO

 

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è una patologia neuropsichiatrica dell’età evolutiva, caratterizzata da una modalità ricorrente di comportamento negativistico, ostile e di sfida, che però non arriva a violare le norme sociali né diritti altrui. E’ inserita nella categoria dei Disturbi da Comportamento Dirompente, e viene distinta dal Disturbo della Condotta (DC) e dal Disturbo d’Attenzione Iperattività (DDAI), per i quali bisogna eseguire una diagnosi differenziale. Spesso tra normalità e patologia c’è un confine molto sottile, che diventa quasi invisibile quando si analizzano dei bambini.

 

E' proprio prima dell’ingresso a scuola che cominciano a comparire i sintomi del disturbo ed è per questo che, in genere, risulta molto difficile identificarli, tanto che possono anche trascorrere degli anni prima che il problema venga identificato. Tutti i bambini possono essere scontrosi e capricciosi, però nei soggetti con il DOP queste caratteristiche si presentano amplificate tanto da arrivare a compromettere, in maniera significativa, il loro inserimento sociale.

 

La loro è un’ostilità continua e persistente, non rispettano le regole, hanno eccessi d’ira di fronte ad obblighi e divieti, ed appaiono infastiditi da chi li circonda. Prendersene cura è molto difficile, sono causa di stanchezza, di scoraggiamento e di frustrazione per chiunque cerchi di instaurare con loro un rapporto.

Osservando il modo in cui questi ragazzini si relazionano con gli altri, si può facilmente credere che essi provino piacere nel suscitare il pianto dei compagni, nel portare gli insegnanti all’orlo della disperazione, nel creare scompiglio e nel rompere tutto ciò che capita loro a tiro.

 

Si pensa che essi siano fieri di se stessi, che godano nell’essere temuti dagli altri, ma in realtà il soggetto affetto dal DOP non vive una vita felice e serena, non è contento del suo modo di essere e si duole per le opinioni che le altre persone hanno di lui.

L’immagine che ha di sé è molto svalutante, si considera un incapace, indegno dell’amore altrui e crede che nessuno mai gli potrà essere amico. Si sente rifiutato, ma sa di essere lui stesso la causa del suo isolamento e così sviluppa livelli molto bassi d’autostima e spesso anche dei Disturbi dell’Umore.

 

 

MODALITÀ DI APPROCCIO E INTERVENTO

 

Questi bambini hanno bisogno di limiti chiari entro cui muoversi, di sperimentare che possono essere gratificati e ricevere riconoscimento (affettivo e sociale) quando agiscono comportamenti positivi e di aggregazione. Hanno cioè bisogno di aumentare la propria autostima attraverso la relazione con l’altro e la costruzione di legami duraturi su cui far affidamento (invece di distruggerli). In questo percorso gli adulti hanno un ruolo fondamentale.

Ogni comunicazione (regole, comandi, rimproveri) deve essere data nel modo più possibile diretto, chiaro e semplice, senza formulare giudizi sulla persona. Inoltre, è possibile pensare di strutturare un programma a punti, guadagnati e persi in funzione di premi e punizioni. In quest’ultimo caso, però, è particolarmente importante che l’adulto assicuri al bambino la massima coerenza e impegno nel monitorarne il comportamento.

Altre strategie attuabili da parte degli insegnanti sono quelle riguardanti il rapporto tra l’alunno con disturbo oppositivo-provocatorio e i compagni di classe. Le strategie attuabili dagli insegnanti a questo riguardo si dovrebbero integrare con un training di addestramento alle abilità sociali. Alcuni accorgimenti per aiutare l’alunno con disturbo oppositivo-provocatorio a migliorare il rapporto coi compagni consistono nel rinforzare gli altri alunni quando includono l’alunno in questione nelle loro attività; nel programmare attività in cui l’alunno possa dare il suo contributo; nel prevedere attività in cui la riuscita dipende dalla cooperazione tra gli alunni; quando è possibile nell’assegnare all’alunno incarichi di responsabilità; nel rompere i raggruppamenti fissi tra i compagni.

 

 

Errori educativi” da evitare perché possono facilitare l’insorgenza o il mantenimento di condotte oppositivo-provocatorie:

 

- permissivismo: la mancanza di regole definite impedisce al bambino di capire quali saranno le risposte dell’adulto alle sue azioni;

 

- incoerenza: alternare punizioni e ricompense senza una ragione chiara, lasciandosi condizionare dal proprio stato d’animo (piuttosto che dall’oggettivo comportamento del bambino) lo disorienta;

 

- iperprotezione: il controllo genitoriale eccessivo ostacola la crescita socio-cognitiva del bambino che, insicuro, può reagire con atteggiamenti di ribellione e sfida dell’autorità adulta;

 

- uso eccessivo delle punizioni: ponendosi come modello d’apprendimento, la punizione rafforza la tendenza del bambino a risolvere i conflitti e imporre la propria volontà attraverso l’aggressività.

 

 

Strategie utili da adottare:

 

- concordare e far rispettare poche regole chiare che tutti dovranno osservare in casa o a scuola, evitando la forma negativa (es.: “parlare a voce bassa” invece di “non gridare”);

 

- preferire i premi (per i comportamenti positivi, anche piccoli, che conducono alla condotta desiderata) alle punizioni e darli in breve tempo, altrimenti l’effetto comportamentale svanisce;

 

- scegliere le punizioni (comunque mai fisiche) solo per comportamenti molto gravi (esplicito danno verbale o fisico agli altri);

 

- preferire sempre la perdita di un privilegio (es. uscire o usare il pc) alla punizione (es. fare qualcosa di spiacevole);

 

- ignorare le “esibizioni” del bambino, ossia rimuovere il rinforzo derivante dall’attenzione degli “spettatori”;

 

- spiegare al bambino le motivazioni che rendono inadeguata la sua condotta, senza formulare giudizi (per non gravare sulla sua già bassa autostima) e suggerire modalità alternative indicandone i vantaggi;

 

- individuare e agire sugli antecedenti del comportamento problematico (attenuare o modificare l’esposizione alle situazioni che normalmente conducono a comportamenti oppositivi).

 

- Creare un setting che possa favorire comportamenti funzionali

 

- Osservare l'alunno per cercare di capire i fattori scatenanti delle sue reazioni e parlarne con lui e nel caso in cui il ritmo della lezione sia troppo veloce creare delle pause frequenti

 

- Creare un patto educativo con l'alunno alternando momenti di studio con attività a lui congeniali

 

- Parlare all'alunno in maniera semplice, chiara e ferma ma in tono amorevole e comprensivo.

 

 

 

RISORSE DAL WEB

 

Articolo da “QTimes WebMagazine”:

Disturbi del comportamento e intervento educativo. Parte prima. Il disturbo oppositivo provocatorio.

http://www.qtimes.it/flv/Disturbi%20%20del%20comportamento%20e%20intervento%20educativo.pdf

 

 

Presentazione in Power Point su ADHD, DOP, DC:

Presentazione di un modello di trattamento multimodale per i disturbi da comportamento dirompente

file:///C:/Users/Utente/Downloads/Presentazione_di_un_modello_di_trattamento_multimodale_per_i_disturbi_di_comportamento_dirompente-Polidori.pdf

 

Dal sito del Centro di Psicoterapia e Riabilitazione di Roma:

Disturbo oppositivo provocatorio

http://www.cpr.roma.it/distoppprov.htm

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Collaborative_Problem_Solving

 

http://childparenting.about.com/od/behaviordiscipline/a/How-To-Handle-Defiant-Children.htm

 

 

 

 

 

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